LUIGI PANIGATTI

Uomo, artista, maestro

LUIGI PANIGATTI. Uomo, artista, maestro.

Saggio critico di Anna Maria Torterolo Coletto.

Bozzetti letterari di Carlo Bardella.

In comodato al Comune di Eupilio

NELLA SALA CONSILIARE

DUE QUADRI DI LUIGI PANIGATTI 

 

 

Lunedì 21 maggio 2007, prima di dare il via alla seduta del Consiglio Comunale, due quadri esposti presso la Sala Consiliare sono stati presentati al pubblico in sala. Si tratta di due dipinti del pittore locale Panigatti. Ecco di seguito la relazione che ne ha fatto il consigliere comunale Maria Orsola Castelnuovo.

“L'idea di addobbare la Sala Consiliare e darle un'intitolazione per toglierla dal suo anonimato  era stata espressa dal sindaco già all'inizio del nostro mandato elettorale, circa un anno fa. Mentre pensavamo ad un intervento che potesse servire allo scopo, la signora Ciccolo – che vive a Milano ed ha una casa di vacanza in un paese qui vicino – ha proposto al Comune di offrire in comodato  due dipinti del pittore Luigi Panigatti, di sua proprietà. Col sindaco l'abbiamo accompagnata a vedere questa sala, le è sembrata adatta e quindi il contratto si è stipulato su indicazione del collega consigliere Roda. I quadri sono stati portati qui e collocati alle pareti: sono un autoritratto e il cosiddetto Ritratto di contadino a riposo. Tra essi è stato posto un altro autoritratto, in possesso dell'Amministrazione comunale dal 1976, in seguito alla mostra postuma di Panigatti, organizzata su iniziativa dell'allora presidente della Pro Loco Giuseppe Fuschini. La fotografia dello stesso autoritratto era servita per illustrare la copertina della monografia che nel 2000 la passata Amministrazione insieme alla Pro Loco mi aveva incaricato di redigere. Ad essa rimando per le notizie sulla vita e sull'opera del pittore, mentre brevemente vorrei presentare queste opere.

Si tratta di olii, risalenti agli anni '30: le date sono note ed inoltre si desumono dall'età del pittore negli autoritratti. E' il periodo più florido della sua attività: egli si avvia verso i quarant'anni ed è nel pieno della maturità personale ed artistica. Ritrae spesso se stesso; oltre a questi due esistono altri ritratti del periodo in collezioni private: per lui il ritratto non ha l'obiettivo di riprodurre fedelmente le fattezze del modello, perché vengano tramandate come in una fotografia; ma si tratta della ricerca di un atteggiamento, un gesto, un'espressione che possa diventare emblema di una condizione psicologica, di uno stato sociale, di una situazione comune a più individui, anche se momentanea.  Gli autoritratti sembrano quasi studi della sua persona; sono tutti simili perché il soggetto è lo stesso, ma si differenziano come significato. In questi due la differenza sta nella dimensione del collo, accentuata dal colore diverso della camicia; egli diviene di volta in volta simbolo dell'uomo soddisfatto, sicuro di sé, fiero, oppure pensoso, riflessivo ed altro ancora.

La stessa ricerca dell'emblema  troviamo nel ritratto del contadino: egli ha voluto rappresentare una persona che pur compiendo un lavoro semplice ne è contenta e sta assaporando un momento di tranquillità meritata. Tutto il significato del quadro sta nel gesto delle due mani raccolte, poste in primo piano perché l'occhio dell'osservatore vi cada subito, spontaneamente. Visto da lontano sembra il normale ritratto di una persona in un atteggiamento naturale, invece da vicino si nota un'accurata e studiata costruzione metafisica, come si trattasse di un'architettura. E' una costruzione ad ovali: quello che racchiude tutta la persona, quello del viso che è marcato, quello che racchiude le mani; poi c'è quello dell'occhio che sembra uno degli occhi che si dipingevano  sulla prua delle navi greche; quindi l'orecchio e la bocca enfatizzati e messi in relazione dal colore; e ci sarebbe ancora molto altro; ma dirò soltanto che, rispetto al viso esageratamente voltato di profilo, il busto è quasi di fronte e questo dà la possibilità di mettere in evidenza, sotto la giacca, la maglia dai tre bottoni (gipunin) slacciati: un semplice particolare che consente al pittore di rendere viva la figura, perché questa apertura della maglia fa intendere la pelle, il respiro, anche il sudore e quindi la fatica e da qui la vita della persona ritratta.

Tutto questo, dicevo, scompare se ci si allontana; anche i colori sembrano più uniformi; vediamo un uomo dei nostri e quindi nasce la curiosità di chi fosse il modello. Ho compiuto una breve indagine, rivolgendomi alle persone che già avevo sentito in occasione della monografia e dopo le prime esitazioni siamo risaliti a Ferdinando Limi, il quale, oltre ad essere prozio della collega consigliere signora Limi, è stato mio vicino di casa sempre, finché è vissuto. Io non l'avrei riconosciuto a tutta prima in questo ritratto; quindi ho chiesto ai parenti – e stasera abbiamo con noi il figlio, Angelo Limi – ho chiesto loro se avesse l'abitudine di compiere quel gesto delle mani raccolte e me l'hanno confermato, in particolare dopo il pasto. Poi appoggiava la testa e si riposava in questo atteggiamento. Ciò avvalora il discorso testé fatto: dopo il pasto, siamo nel periodo infrabellico e quindi il pasto non era scontato, non era garantito per tutti; perciò diventa sicurezza, dà senso di appagamento.

 

Ecco in sintesi il senso che si può attribuire a questi dipinti: tenevo a parlarne per ricordare che i quadri di Panigatti hanno sì, come diceva il sindaco, il valore affettivo che gli attribuiamo come eupiliesi, ma denotano anche una precisa preparazione tecnica e costruttiva, capacità rappresentativa, conoscenza della storia dell'arte passata e contemporanea. (Aveva conosciuto Carrà, Sironi, Consadori che è un altro fissato con le figure umane singole, come era stato in passato Giambattista Moroni, altro lombardo). E ancora una grande capacità narrativa: dietro ogni quadro leggiamo una storia che va ben oltre i limiti della cornice; quindi nell'insieme un'importanza artistica da non sottovalutare. Per questo dobbiamo esser grati alla signora Ciccolo per questa sua decisione e le significhiamo quindi in tutta sincerità la nostra riconoscenza come amministratori e anche a nome di tutta la popolazione di Eupilio. Grazie a tutti per l'attenzione.”