Lo scrittore milanese Carlo Emilio Gadda ebbe a soggiornare nella casa di campagna della sua famiglia a Longone al Segrino, Alta Brianza, in provincia di Como. Qui gli avvenne di ambientare uno dei suoi romanzi, La cognizione del dolore.

Simulando interlocutore il medico che l'aveva visitato, egli cita nello scritto anche il muretto che delimita la proprietà, troppo basso per fungere da protezione e "sì... con quei paracarri... paion piantati lì apposta... a facilitare la scavalcata."

Ora i paracarri sono stati scolpiti da una mano ignota e rappresentano sei volti umani, che richiamano sculture idolatre, ma ricordano espressioni comuni anche alla gent del posto.

Da qui, l'idea di narrare su ciascuno degli elementi lapidei vicende di personaggi reali, a proporre figure caratteristiche della zona, archetipi di modi di vita comuni a molte persone del passato locale, salde nella convinzione che Dio non chiede mai più di quanto riusciamo a sopportare.

Un tentativo di riscatto dei breanzoli, vittime delle invettive dello scrittore, così lontano dalla loro convinzione e dalla fede nella Provvidenza che permea invee l'opera del suo amato Manzoni.